Secondo indiscrezioni apparse in questi giorni sulle prime pagine dei quotidiani italiani sarebbe imminente l’arrivo di una cordata d’imprenditori pronta al “salvataggio” dell’Alitalia …… previo fallimento.L’attuale governo italiano, durante tutta la campagna elettorale, ha fortemente caldeggiato la soluzione italiana per la compagnia di bandiera, propagandosi in spot degni del ventennio.
Dopo aver allontanato dal tavolo delle trattative Air France, seria pretendente all’acquisizione del gruppo, il premier Berlusconi elargisce un prestito ponte di 300 ml di euro col semplice intento di mantenere in vita un’azienda ormai in coma irreversibile.Prestisto che secondo il parere di Bruxelles << …Costituisce un aiuto di stato>> così da essere << ..Incompatibile con il mercato comune>>.
Ma come il liberista più liberista del mondo !! Il popolo delle Libertà !!!
Da quanto si apprende il piano dovrebbe essere il seguente :
1 – Fallimento
2 – Commissionariamento e smembramento
3 – Acquisizione
Un piano semplice ed efficace degno del miglior Tanzi.Verrà infatti studiata una norma ad hoc che renda piu celere il ricorso all’amministrazione straordinaria evitando il rischio che i debiti possano trasferirsi sui nuovi soci.Ricordo che il commissario viene nominato dal governo.
Per quel che riguarda lo smembramento il piano prevederebbe un taglio complessivo di circa 4.000 dipendenti, esternalizzazioni per dimezzare la forza lavoro della Magliana e un pacchetto di prepensionamenti e cassa integrazione straordinaria a carico del bilancio pubblico.
La provvidenziale cordata italiana annoverebbe fra le sue fila il gotha della finanza italiana, nomi di livello: Benetton, Ligresti, Intesa-Sanpaolo, Marco Tronchetti Provera ed anche quel donnone della Emma Marcegaglia.
Dunque la privatizzazione è alle porte e l’Italia continua ad essere in mano a loro.Evviva il libero mercato …evviva il capitalismo…evviva lo stato “liberista” …
E Intanto per le strade continua ad essere guerra fra poveri ..
Nella figura a destra la nuova livrea degli aereoveicoli FAllitalia, restyling riuscito e nuovo spot pronto: Alitalia rispetta la legge del Menga – chi ce l’ha in culo se lo tenga.
Siamo negli anni 60 in Nigeria e precisamente nel luogo definito”uno dei più fragili ecosistemi del mondo”-il delta del fiume Niger –e in questi anni si assiste alla crescita e corsa sregolata all’estrazione del petrolio(In quest’area la sola Shell ha costruito 96 pozzi petroliferi, due raffinerie, un complesso petrolchimico, una fabbrica di fertilizzanti e una serie sterminata di oleodotti, la cui lunghezza – si calcola – eguaglia la distanza fra Londra e New York)che ha in poco tempo distrutto ogni equilibrio.
In pochi anni si assiste alla distruzione di ampie parti di foresta; alla dispersione dei residui d’estrazione che si depositano sul suolo creando una cortina velenosa e impermeabile; alla estinzione di specie viventi fino all’erosione e alla instabilità stessa del suolo trasformandolo in “uno degli ecosistemi piu a rischio del mondo”.
A chiedere alle compagnie di operare nel rispetto dell’ambiente, o lasciare il paese decontaminare il territorio dagli agenti inquinanti che la Shell vi ha disperso, il risarcimento dei danni, è la comunità Ogoni una minoranza etnica di circa mezzo milione di individui.
Foresta dei fiori
Negli anni 80 sono costretti ad abbandonare le terre di origine grazie ad unaleggecostituzionale che ha reso il governo nigeriano l’unico proprietario e l’unico detentore dei diritti di tutto il territorio e che permette di distribuire le terre alle compagnie petrolifere(calpestando ogni forma di diritto umano e abusando dell’ambiente naturale della regione).
Si urla la fine delle illusioni, la vendita della madre patria al nuovo colonialismo delle economie globali, urla senza mezzi termini, urla piangendo, urla con ironia devastata, urla contro la confusione delle coscienze e delle consapevolezze.
Nasce cosi il Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni ( MOSOP ) gli obiettivi del quale furono subito ben chiari: contrastare, nel processo di assoggettamento della regione da parte di corporazione straniere, il governo nigeriano e la compagnia petrolifera Shell.
Ken Saro-Wiwa
A farsi portavoce un intellettuale candidato al premio nobel per la pace nel 1997, forte attivista non-violento Ken Saro Wiwa.
Nella figura di Ken Saro-Wiwa confluivano ideali quali libertà civile e lotta al razzismo, ambientalismo e lotta al capitalismo, ecologia e diritto al lavoro. Ken Saro-Wiwa combatteva insieme al suo popolo per proteggere l’ambiente in cui viveva, un ambiente che racchiudeva in sè molto più del semplice paesaggio fisico saccheggiato e deturpato dall’invasione del delta del Niger da parte della Shell. Ken Saro-Wiwa denunciava e combatteva i crimini contro l’umanità e l’ambiente commessi dalle multinazionali del petrolio.
“Miei fratelli, mie sorelle,
danzate, danzate, danzate.
Danzate la vostra rabbia e la vostra gioia.
Danza, popolo mio,
perché abbiamo visto il domani,
e c’è una stella Ogoni nel cielo”
Ken (Kenuie Beeson) Saro-Wiwa è stato impiccato il 10 novembre 1995 nella prigione di Port -Harcourt, in Nigeria, insieme ad altri 8 attivisti del MOSOP. Ucciso da un regime efferato e corrotto per aver alzato la voce contro l’arroganza e la violenza del potere politico, del potere militare e del potere economico rappresentato dalle multinazionali petrolifere.
Il resto del mondo ha pianto, ha protestato, e ora si appresta a dimenticare. Per evitare di infastidire troppo coloro che Saro-Wiwa aveva denunciato.
Attraverso questo SPOON ci vogliono zuccherare le stronzate, che sia la schedatura indiscriminata il vero ed unico scopo addolcito dal mal comune mezzo gaudio ?
La parola d’ordine è sicurezza, tema su cui i politici sembrano “stranamente e trasversalmente” concordi, da destra a sinistra, dall’est all’ovest, dalle alpi alle ande.Il mondo ultimamente sta prendendo uno strano andazzo, le persone in cima alla piramide sono un’elite sempre più ristretta e potentissima che decide chi o che cosa sarà la prossima “paura” mondiale.
Un’Italico Patriot Act è via d’introduzione nel nostro bel paese, nel famoso decreto “sicurezza” (nostra o loro ? ) è prevista l’introduzione a partire dal 2010 dell’obbligatorietà delle impronte digitali sulla carta d’identità.
Questa tecnica adottata per il nostro bene oltre ad essere in contrasto con le regole della privacy, mi preoccupa non poco, in quanto chiunque abbia accesso a codesto database potrebbe tranquillamente falsificare le mie impronte per chissa quale scopo.Ad esempio tappezzare una porta delle mie impronte in una scena del crimine ( termine che piace molto ), oppure accusarmi di qualsiasi reato fornendo prove falsificate. Domanda.
Vi fareste schedare da uno stato fascista ? Io mai nella vita!!
In tutto questo l’informazione ormai è divenuta la voce del potere, quotidiani del calibro del corriere della sera ridotti a fare giornalismo da novella 2000 con l’autorevolezza di una mia scorreggia. Direttori di testata buoni come cornici d’argento ricevute in regalo al proprio matrimonio o come una cyclette tirata fuori dalla cantina, spolverata e rimessa in balcone a prendere la ‘nuova polvere’ della primavera. Rif. Paolo Mieli.
Preoccupazioni indotte diventano realtà soprattutto quando non esiste critica, satira e informazione.La verità è quella che passa in onda e la colpa è di tutti noi che continuiamo ad accendere quest’ordigno della propaganda moderna. Siamo sotto scacco da parte di un’inganno globale, popolazioni sfamate da menzogne.
Io non desidero antenna.
Un altro tassello si aggiunge ai tanti, finita la settimana dell’odio ( contro i Rom ) si provvederà ad introdurre su apposito decreto legge lo psicoreato.Non bastasse introdurranno una nuova lingua, sempre piu povera, cosi da raggiungere le persone immunini al tubo catodico atrofizzandone il pensiero.Cambieranno la storia e non solo quella remota ( Mangano Eroe ? ) e poi ..
E poi si prospettano giorni duri per i liberi pensatori …
Il tribunale di Genova ha emesso la sentenza per i fatti del G8 e della caserma di Bolzaneto, dove tra il 21 e il 22 Luglio 2001 ci fù secondo Amnesty International “La più grande sospensione dei diritti democratici, in un paese occidentale, dalla fine della II guerra mondiale”.
Gli imputati nel processo erano 45 tra poliziotti, dirigenti, personale della polizia penitenziaria e un medico, a cui si contestavano i seguenti reati : abuso d’ufficio, violenza privata, lesioni personali, percosse, ingiurie, minacce e falso ideologico, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, violazione dell’ordinamento penitenziario, e omissione di referto dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Dopo undici ore di camera di consiglio, sono stati comminati complessivamente 24 anni di carcere, contro i 76 anni, chiesti dai pm genovesi per gli imputati.
G8 Genova
Alessandro Perugini catturato dall’obiettivo di un fotografo mentre tirava un calcio in faccia ad un adolescente ( la Procura aveva chiesto tre anni e mezzo) E’ stato condannato a 2 anni e 4 mesi.
Anna Poggi, è stata condannata a 2 anni e 4 mesi contro i 3 anni richiesti.
Massimo Pigozzi l’agente accusato di aver dilaniato una mano, divaricando le dita fino a quando la pelle si è lacerata, ad uno degli arrestati: 3 anni e 2 mesi contro i 3 anni e 11 mesi richiesti.
Recentemente inquisito anche per l’accusa di stupro ai danni di 3 prostitute rumene. Li vanno proprio a selezionare questi “tutori della legge”, Dredd nostrani nostalgici di un passato non troppo lontano.
Giacomo Toccafondi, il medico coordinatore del servizio sanitario a Bolzaneto, ha subito una condanna ad un anno e 2 mesi contro i 3 anni e mezzo richiesti.
Toccafondi avrebbe dovuto occuparsi dei manifestanti: visitarli e, se feriti, curarli o disporne il trasferimento in ospedale. In realtà molti manifestanti oltre ad non aver ricevuto cure per le ferite riportate alla Diaz ( Ribattezzata macelleria cilena ) subirono nuove violenze fisiche e psicologiche.
Costrinse un manifestante a gridare “Viva il duce”, ad un altro disse “Alla Diaz dovevano fucilarvi tutti” oppure “bastardi”. Ad una ragazza tedesca, con la bocca distrutta dalla polizia alla Diaz, disse, invece di prestarle le cure necessarie, puntandole un manganello alla bocca: “Manganello, manganello”.
Il dottor Toccafondi a Bolzaneto si appropriò anche di alcuni effetti personali dei manifestanti dicendo che erano i suoi TROFEI, vantandosi di avere anche dei TROFEI che aveva raccolto in Bosnia.
Inoltre nell’interpretazione del tanto agognato ruolo dell’ impavido carceriere avrebbe gridato alle donne detenute … “Avrebbero dovuto stuprarvi tutte come in Kosovo” …
( Ora comprendo l’indispensabile ruolo del nostro contingente nelle “missioni di pace” )
Ma non è tutto qui, e si… perchè in Italia non lasciamo niente al caso.
La cosa paradossale è che, se mai si arriverà all’appello, il processo è destinato alla prescrizione perchè inerente a fatti accaduti nel 2001.Se non bastasse questo a far della giustizia Italiana una bella e grassa barzelletta, l’indulto avrebbe comunque salvaguardato questi poveri servitori dello stato.
Insomma, NESSUNO ANDRA’ IN PRIGIONE, ne oggi ne domani.
In compenso è stato condannato il ministero degli Interni e quello della Giustizia a pagare i danni materiali e morali subito dalle parti civili. In media, settantamila euro per ognuno delle 209 vittime accertate. In totale circa quindici milioni di euro.
In conclusione possiamo evincere che gli unici a pagare per questa vicenda, di cui personalmente mi vergogno, saranno i cittadini italiani che hanno in primo luogo finanziato la mattanza e in secondo risarcito le vittime.
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